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Archive for the ‘..ricordi d’infanzia’ Category


Trote alla brace
INGREDIENTI:

– trote del peso di 350gr./400gr.
– Aglio
– Limone
– Olio
– Timo
– Sale
– Rosmarino
PREPARAZIONE:
Non c’è niente di più semplice che preparare il pesce alla griglia.
Pulite il pesce dalle interiora e squamatelo, lavatelo bene sotto l’acqua corrente per togliere il viscido e asciugatelo con un panno.
Salate leggermente la pancia del pesce. Preparate un intingolo con aglio tagliato finemente, olio, succo di limone e qualche foglia di timo e un po’ di rosmarino tritato. Mettetene una cucchiaiata nella pancia del pesce, inserite poi due rametti di timo e una fetta o due di limone, Se non avete una griglia a libro chiudete la pancia del pesce con due stuzzicadenti per evitare che, girandolo, escano gli aromi.
Mettete i pesci sulla griglia o sulla piastra calda e fate cuocere il pesce fino a quando la pelle sarà bella bruciacchiata. Durante la cottura potete spennellare con del rosmarino un po’ di intingolo sui pesci
Servite con dei pomodorini datterino tagliati a quadretti e condite con olio e timo.

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Mia mamma non è una da dolci, non lo è mai stata anche se, quando eravamo piccole, qualche dolcetto lo faceva: tiramisù, crepes e dei buonissimi dolcetti ripieni e fritti che a solo pensarci mi viene la bavetta alla bocca..
Lei non è da dolci ma a certe cose dolci non sa resistere, gelato d’estate, rigorosamente creme e crema alla nocciola e marron glacee d’inverno.. niente marmellate, non l’ho mai vista mangiarne al contrario del papà che se ne faceva delle grosse scorpacciate e in questo io ho preso da lui..
Era lui che ogni tanto, impegni permettendo, faceva qualche marmellata e ogni volta gli riuscivano bene, quello delle marmellate era lui ma una volta la marmellata l’ha fatta mia mamma, era una cosa così extra-ordinaria che quando qualche giorno fa quando l’ho chiamata per chiederle di codesta bontà lei mi ha risposto che di marmellate non ne aveva mai fatte, che sicuramente l’aveva fatta il papà eppure io in cucina a invasare quella squisitezza mi ricordo lei eppure, anche se solo una volta nella vita, lei la marmellata di albicocche l’aveva fatta e era talmente buona che io , che allora ero piccola, ancora me la ricordo…
Ma niente, non c’è stato verso..lei la marmellata non l’ha fatta, peccato che anche mia sorella si ricordi (o me lo ha fatto credere) che c’era stata una marmellata d’albicocche..
Ma io mi ero intestardita e visto che avevo appena comprato le albicocche e che avevo una indescrivibile voglia di provare quella marmellata mi son messa all’opera..
A fare una semplice marmellata di per se non ci vuole nulla, quello che la rendeva particolarmente buona e interessante era la croccantezza dei semini o delle mandorle che si trovavano nel mezzo.
Da quando ho iniziato a ripensare a quella prelibatezza color del sole (al tramonto) il dubbio mi attanaglia; mandorle o semi di albicocche?!Semi di albicocche o mandorle?!
Poi ho preso un’albicocca, l’ho aperta, ho prelevato il nocciolo e con l’aiuto di uno schiaccianoci l’ho rotto..
Eccolo li il “cuore” del nocciolo, sembra una mandorla di per se, senza la pellicina, l’ho preso, l’ho messo in bocca e mi son detta: “è lui”.
Non so se il semino in se da un sapore diverso al frutto, non lo so ma avere sotto i denti quella croccantezza è come aver in mano un cesto di ciliegie e non saper smettere di mangiarle!
Il risultato.. beh leggete il titolo del post…

INGREDIENTI (3 vasetti e 1/2):
– 850/900gr. di albicocche senza nocciolo
– 400gr. di zucchero
– 1 bustina di frutta pec 2:1 (oppure aumentate lo zucchero)
– semi di albicocca

PREPARAZIONE:
Lavate accuratamente le albicocche, tagliatele a metà e prelevate i noccioli e lasciateli da parte, tagliate a tocchetti le albicocche e mettetele in una pentola d’alluminio, pesate lo zucchero, uniteci la pectina, mescolate bene e aggiungete alla frutta.
Rompete i noccioli con l’aiuto di uno schiaccianoci e prelevate la mandorla al suo interno (io non sono riuscita ad estrarle intere) Unitele alla frutta e mettete sul fuoco, portate a bollore girando di tanto in tanto, quando inizia a bollire alzate la fiamma e fate cuocere per cinque minuti. Spegnete e invasate subito, chiudete bene e capovolgete i vasetti, lasciateli raffreddare completamente a testa in giù.

STERILIZZAZIONE:
Lavate accuratamente i vasetti, metteteli in forno e accendete a 100° lasciateli li per almeno mezz’ora, passato il tempo spegnete il forno, aprite parzialmente la porta e lasciate raffreddare parzialmente e poi invasate.

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Ultimamente si fa un gran parlare degli anni ’80, tutti li rimpiangono e devo ammettere che li rimpiango anch’ io…
Io negli anni ’80 ci sono nata, proprio all’inizio, correva l’anno 1981.. insomma io quel decennio l’ho vissuto tutto anche se i primi anni non posso ricordarmeli le pubblicità sui “Topolino” e le mie due sorelle maggiori mi hanno istruita come si deve.
Ahhh gli anni ottanta.. (cosa resterà di questi anni ottanta.. cassettina bimbomix.. o qualche altra cosaccia che girava per casa mia temo) forse li rimpiango per il semplice fatto che ero piccola e tutto ciò che non riguardava il mio piccolo mondo non mi importava, non mi toccava minimamente e poi, come tutti i ricordi si guardano con una certa nostalgia; non certo nostalgia dell’abbigliamento, ma ve li ricordate i calzettoni najoleari con le apine?!?!E gli swatch? c’era una vera e propria mania, iniziata a metà degli anni ’80 e continuata per una decina di anni, i Pop swatch!!! ma chi se li ricorda? mia sorella grande ne aveva uno e io qualche volta glielo rubavo e lo sfoggiavo con grande orgoglio..ora ci penso e mi vien da ridere..
Tante cose son scomparse, chi si ricorda il Billy?!? e il Fior di fragola? (che c’è ancora) il tegolino quadrato e le scatoline del mulino bianco, il gelato gusto puffo e i coni di sola panna montata con cacao o cannella.. e le caramelline di Adamo ed Eva ? quelle scatoline in latta con i bambinetti nudi, lui coi capelli neri e lei biondi e lunghi.. come mi piacerebbe averne ancora una..(ma come si chiamavano?).
Ma veniamo alla cucina..
Io gli anni ’80 culinari me li ricordo per le fritture, le tagliatelle paglia e fieno della nonna con dadini di crudo, i risotti, le granite alla menta, i ghiaccioli nel freezer alla ricerca del colore e non del gusto, il vitello tonnato della mamy, le patatine a quadratini del papà, gli gnocchi, il tiramisù, la carne alla pizzaiola, le scaloppine…

Qualcosa di rosso tempo fa aveva lanciato un’iniziativa interessante!(attenzione scade il 31 luglio!! affrettatevi se avete qualche idea in mente!)Rifare il “vestito” ai piatti tipici di quel decennio..

chi ne avrà voglia potrà pubblicare una ricetta anni ’80 RIDISEGNATA, ovvero rielaborata in chiave moderna, un po’ come la nuova fiat 500 😛 si tratta di eseguire e migliorare (ovviamente) vecchi tormentoni gastronomici come pasta prosciutto & piselli, sogliola alla mugnaia e simili, reinventandoli in modo creativo.” Non potevo mancare all’appuntamento..

Quando ero piccola di fritture se ne mangiavano di più, sarà che ero piccola, sarà che erano semplicemente altri tempi e oltre alle patatine fritte si friggevano le mazze di tamburo (mamma che buoneee, erano gli unici funghi che mangiavo allora) e poi c’era il prosciutto cotto impanato.. avete presente?!?! Io lo adoravo, lo mangiavo dalla Lorenza (la mia nonna paterna), spesso accompagnato dalle sue mitiche patatine fritte, le mie patatine preferite, nessuno le ha mai sapute rifare e ora lei di cucinare non ci pensa proprio, non le è mai piaciuto cucinare ma io ero sempre li e lei mi cucinava i suoi piatti semplici ma buonissimi che sono rimasti nel mio cuore e sogni del mio stomaco.
Tornando al cotto fritto beh.. ci ho pensato e mi è venuta voglia.. una voglia che forse era meglio se non mi veniva visto che sarei a dieta!!
Comunque, l’ho fatto per il blog, mi sentivo obbligata (la trovate buona come scusa?) beh.. non avendo pane grattuggiato e dovendo fare un restyling del piatto ho deciso di impanarlo con dei semini misti appena comprati: girasole, papavero e sesamo per farne dei bastoncini da mangiare freddi accompagnati magari da una salsina alla menta che rinfresca un po’ e sgrassa..
Ottimi come antipasto per qualche festa con amici!

INGREDIENTI:
– semi misti (papavero, sesamo, girasole)
– 1 fetta di prosciutto cotto alto 1/2 cm o poco più
– 1 uovo
– olio di semi per firggere
– 10 foglie di menta
– olio d’oliva

PREPARAZIONE:
Fatevi tagliare del prosciutto cotto di uno spessore di 0,5mm o poco più.. anche più alto se volete, tagliatelo a listarelle della dimensione di 4cm X 1,5/2cm.
Sbattete un uovo e immergetevi il cotto poi passate le listarelle nei semini e impanateli; schiacciate bene e fate si che i bastoncini siano completamente ricoperti.
In una padella fate scaldare abbondante olio di semi intanto preparate la salsina, lavate accuratamente una decina (ma anche di più) di foglie di menta, asciugatele e mettetele in un frullatore con qualche semino di sesamo (1 cucchiaino) e un filo d’olio, frullate il tutto e tenete da parte.
Friggete i bastoncini di cotto da entrambi i lati, basteranno pochi minuti, scolateli e lasciateli raffreddare su carta assorbente, metteteli in un piatto da portata con sopra un po’ di salsina alla menta.

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In questi giorni mi sono data ai ricordi di famiglia, ricordi d’infanzia.. quei ricordi che non ci abbandonano mai, quei ricordi che più si cresce e più restano incisi nel cuore. Tra questi ricordi ci sono anche quelli che si tramandano: giochi, racconti, fotografie ma anche ricette.
Da piccola passavo tanto tempo dai nonni, un po’ di quà un po’ di la e da entrambi avevo i miei piatti preferiti.
Questo è uno dei “piatti” che mi preparava la mia nonna Michelina; non è un piatto complicato.. a dire il vero non c’è niente da fare ma per me è speciale e buonissimo.
La vera leccornia è il sughetto che si forma sul fondo del piatto…assolutamente da bere quindi se volete provarle mettetele a macerare in una ciotolina.
Non è una vera ricetta, è un ricordo, un niente di che che per me è molto.
Vi auguro buon rilassante weekend!

INGREDIENTI (a persona):
– 1 arancia
– zucchero

PREPARAZIONE:
Affettate l’arancia a fettine spesse 1/2 cm, disponetele in una ciotola e versateci sopra lo zucchero semolato.
Lasciate a macerare per un paio d’ore rigirando le fette ogni tanto.
Da mangiare con una forchetta!

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Ho una voglia matta di tornare in Croazia.. al mare dai nostri amici.. saranno dieci anni che io non ci vado anche se tre anni fa siamo andati in campeggio sull’isola di Lussino..
ma su non ha niente a che vedere con giù..
Comunque a parte queste mie considerazioni personali questa voglia di mare croato mi ha fatto ricordare un contorno di verdure che li viene servito con qualsiasi secondo.. sia pesce che carne.
Non è niente di che, una ricetta semplicissima sia come esecuzione che come ingredienti ma per me è un ritorno ai ricordi..
La ricetta è perfetta per l’inverno anche se al mare è più buona!!

Bietole e patate

INGREDIENTI:
– bietole
– patate
– aglio
– olio d’oliva
– sale

PREPARAZIONE:
Fate bollire le bietole e portatele a cottura (evitando che si sfaldino) fate lo stesso con le patate , le due verdure devono essere in egual quantità.
Sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti, scolate bene le bietole.
In una pentola antiaderente versate un filo d’olio, abbondate un po’, sbucciate due o tre spicchi d’aglio (in proporzione alle verdure e secondo i vostri gusti) e aggiungeteli alla padella, una volta insaporito togliete l’aglio e aggiungete le verdure,salatele e fatele saltare in padella fino a farle insaporire.
Servite con carne o pesce.

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